Un'amica blogger si lamenta sul suo blog dell'aumento del costo del pane. Ho lasciato un commento e nel cervello, nel frattempo, mi è scattato un qualcosa nei meandri dei ricordi.
L'8 maggio 1898, in occasione dei gravi tumulti dei moti di Milano, causati dall’aumento del costo del grano – e quindi del pane – decisa dal Regno d'Italia, il governo guidato da Antonio di Rudinì proclamò lo stato d'assedio e il generale Bava Beccaris, in qualità di regio commissario straordinario, fu incaricato del ristabilimento dell'ordine. Come scrive lo storico Carlo Ghezzi: «I resoconti ufficiali parlarono di 80 morti, 450 feriti e di 2.000 arrestati tra i quali Filippo Turati, Anna Kulishoff, Leonida Bissolati, don Albertario, Andrea Costa, Paolo Valera. Altre più credibili versioni parlarono invece di oltre 350 morti e di circa 1.000 feriti. Tra i soldati si contarono due morti: uno sparatosi accidentalmente e l’altro fucilato sul posto dopo essersi rifiutato di aprire il fuoco sulla folla». I bassi salari e l'alto tasso di disoccupazione avevano preparato il terreno al malcontento, che esplose quando a causa degli scarsi raccolti il costo del grano aumentò da 35 a 60 centesimi di lira al chilo.
E da Bava Beccaris il mio cervello sempre nei meandri dei ricordi è passato a Giuliano Cazzola nel 2021, durante la pandemia...Qui grande tristezza.
Insomma una sorta di piccolo filo che unisce lamentela, evento, ricordi...
Ma le lotte per il rincaro del pane ce ne sono state parecchie. Una famosa, almeno per me, a Torino nel 1917. Un'altra descritta da Manzoni nei Promessi Sposi, avvenuta davvero, non di fantasia.